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  Nella cittadina di Cerveteri sono presenti numerosi edifici riconducibili alla sua storia passata, esaminiamoli:
Castello Ruspoli e mura
Il Castello si presenta a pianta rettangolare irregolare che insiste sul perimetro dell'antica cinta muraria attorno alla piazza. La facciata sulla piazza è caratterizzata da un'accentuata asimmetria: a sinistra il portico con soprastante loggia a cinque arcate si contrappone al pieno del prospetto di destra dove si apre il portale bugnato con stemma Ruspoli. Si conservano parte del recinto della città Etrusca ed il Castello, centro fortificato della città medioevale, circondato da cortine incorporanti tratti di mura Etrusche risalenti al secolo IV a.C.

La Rocca
La Rocca è il centro della Cerveteri Medievale e comprende, oltre al castello vero e proprio, la parte che originariamente ne costituiva il Borgo antico, da tempo denominato Boccetta. Oggi è sede del Museo Archeologico Nazionale Cerite: donata dai Ruspoli allo Stato Italiano nel 1967. Il Museo contiene reperti archeologici datati tra il IX e il I secolo a.C. In particolare, vasi di bucchero, sarcofagi in calcare, terrecotte architettoniche, vasi attici a figure nere e rosse; corredi funerari comprendenti bronzi, ceramiche greche e locali, gioielli, urne cinerarie e anfore per olio. Sono esposte anche vedute aeree delle necropoli, planimetrie e carte topografiche.

Museo di Villa Giulia
Ricavato all'interno della Villa voluta da Giovanni Maria Ciocchi Del Monte, eletto Papa col nome di Giulio III nel 1550, il Museo raccoglie gran parte dei materiali della civilta etrusca, rinvenuti durante le ricerche e le campagne di scavo o anche provenienti da collezioni private, come per esempio la ben nota Collezione Augusto Castellani ceduta nel gennaio del 1919 ed esposta, assieme ad altre, con nuove soluzioni dal dicembre del 1999. La grande quantità dei materiali e la loro varieta fanno del Museo uno dei migliori esempi di esposizione scientifica e didattica della cultura etrusca, dai primordi villanoviani alia conquista romana.
Emergono per importanza e notorietà, il "sarcofago" degli Sposi, capolavoro della coroplastica ceretana della fine del VI secolo a.C.; il gruppo scultoreo con Apollo, Eracle ed Hermes che decorava la sommita del santuario di Portonaccio a Veio; le note lamine auree di Pyrgi, testimonianza fondamentale dei rapporti intercorrenti tra Caere e Cartagine intorno al 500 a.C., o, ancora da Pyrgi I'altorilievo frontonale proveniente dal tempio A e raffigurante un episodic del mito dei "Sette a Tebe", da poco restaurato e restituito nella sua integrale bellezza.

Santa Maria Maggiore
La chiesa moderna, edificata nei primi anni 50, si innesta a quella medievale mediante un arco di trionfo che taglia la parete della navata laterale di destra dell’edificio più antico. Quest’ultimo, che va così ad assumere quasi l’aspetto di transetto, è certamente degno di nota. Dopo i lavori di restauro eseguiti nel 1951 dalla Soprintendenza ai Monumenti di Roma, la chiesa attualmente si presenta nella tipica forma basilicale a tre navate, scandite all’interno da due file di colonne.

Nell’area circostante a Cerveteri sono presenti diversi borghi che presentano costruzioni di interesse elevato.
Borgo del Sasso
Il nome deriva dall'incombente mole di una rupe trachitica che sovrasta l'abitato da breve distanza, alle pendici della vasta formazione di Monte Santo; il picco roccioso, primo titolare del nome Sasso, è chiamato anche Sasso di Sant'Antonio o banalmente "La Rocca" e conserva scarsi resti di murature antiche risalenti al XII secolo. La vasta area che comprende il Sasso e Monte Santo, rilevata rispetto all'attuale abitato, fu sede di un grande villaggio dell'età del bronzo finale e della prima età del ferro (secoli XII-VIII a.C.) di cui rimangono tutto intorno le sepolture, come al solito depredate a fini di lucro; tra le tombe della prima età del ferro di Monte Sughereto una barca interrata, senza traccia di ossa, è stata interpretata come cenotafio di un individuo scomparso in mare.

Borgo Ceri
Il borgo attuale venne fondato nel 1236 su un precedente piccolo abitato risalente al VII secolo quando gli abitanti della vicina Caere (Cerveteri) abbandonarono quest'ultima per trasferirsi in una posizione meglio difesa naturalmente. Al nuovo centro diedero il nome di Caere Novum (oggi semplicemente Ceri, da non confondersi con la località di Cerenova, parte della frazione di Marina di Cerveteri), per distinguerlo dalla città antica, Caere Vetus (oggi Cerveteri). Nello stesso periodo, per motivi di sicurezza, venne costruito il castello che troneggia a difesa del borgo.
Fra il XIII secolo ed il XIV secolo Ceri fu dominio dei Normanni, per divenire di proprietà di alcune delle più grandi famiglie romane: dagli Anguillara (della quale fu esponente Renzo di Ceri) ai Cesi, ai Borromeo, agli Odescalchi e per finire ai Torlonia, che in gran parte ne sono ancora proprietari. Nella piazza principale del paese sorge la chiesa della Madonna di Ceri, nel luogo dove anticamente esisteva il culto della dea Vesta. Nel 1980, durante un restauro, su una parete dell'edificio sono venuti alla luce degli affreschi attribuiti al XII secolo, rappresentanti alcune scene tratte dall'Antico Testamento.

Come detto, l’area fu diffusamente abitata dagli etruschi, infatti in diversi siti è possibile vedere delle necropoli insignite del titolo di “Patrimonio Mondiale dell’Umanità” - Sito
Necropoli della Banditaccia
Di un’estensione che copre circa 10 ettari, la necropoli della Banditaccia si compone di quasi 400 sepolture, che si riferiscono a un arco cronologico piuttosto ampio, compreso tra l’VIII e il II secolo a.C. L’area offre, pertanto, la possibilità di seguire i mutamenti della tipologia di sepoltura per un periodo di circa sei secoli e, con essa, l’evolversi della mentalità, delle credenze e, più in generale, della cultura etrusca di Cerveteri. La ricchezza della necropoli della Banditaccia è completata dalle aree funerarie del Sorbo, di Ripa Sant’Angelo e di Monte Abatone.
Difficili da visitare a causa dello stato di conservazione delle sepolture, della crescita della vegetazione (soprattutto nelle ultime due) e per i non agevoli spostamenti sul luogo, esse coprono un arco cronologico piuttosto esteso, che si riferisce a gran parte della storia etrusca di Caere, con abbondanti testimonianze riportabili alla fase villanoviana e a quella orientalizzante (necropoli del Sorbo e Tomba Regolini Galassi). Di particolare suggestione è certamente l’area funeraria in località Sant’Angelo: il complesso qui messo in luce si caratterizza per la presenza di ipogei aperti, su diversi livelli, lungo le pareti rocciose verticali, con facciate realizzate a finte architetture.
Sul pianoro di Monte Abatone, l’itinerario può invece concentrarsi sulla visita della Tomba Campana e della Tomba Torlonia, entrambe con una struttura originale non rintracciabile nelle altre aree archeologiche di Cerveteri.

Tra le attrazioni paesaggistiche del comune di Cerveteri, su tutte sono da ricordare le località marittime di Campo di mare e Cerenova, e le Cascate dei Monti Ceriti, che offrono itinerari suggestivi, ricchi di flora e fauna tipici della macchia mediterranea.