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Luogo di villeggiatura, noto per le belle olmate che si estendono intorno all'abitato, feudo della casata Orsini nel 1400, fu fondato nel 1560 da Giorgio Santacroce che attorno al 1584 fece costruire le mura di cinta attorno al paese.
Lo sviluppo di Oriolo avviene in un contesto economico in quel momento crescente: l'obiettivo è di realizzare la città ideale, sia dal punto di vista urbanistico che democratico.
Il Palazzo Santacroce, in seguito Altieri, fu costruito tra il 1578 e il 1585 in stile manieristico e rielaborato nel XVII secolo con delle aggiunte ad opera di Carlo Fontana. All'interno è ospitata la Pinacoteca commissionata nel XVII dal cardinale Albertoni Altieri nel quale sono esposti in ordine cronologico i dipinti dei pontefici di Roma.
Nel 1606 il feudo ritornò alla famiglia Orsini che nel 1671 lo vendette alla famiglia Altieri. Il feudo restò agli Altieri fino al 1922, anno in cui fu definitivamente smembrato in base alle leggi che facilitavano l'affrancamento degli "usi civici".
L'Università agraria, associazione di contadini residenti nata nei primi anni del '900 in seguito all'emanazione di una legge nazionale, distribuì gli usi civici delle terre affrancate ai residenti, mantenendo l'unitarietà dei terreni.
La tradizione, seppure non avvalorata da documenti di archivio, vuole che il Santacroce si sia avvalso, per la costruzione del suo palazzo-castello e per la pianificazione dell'abitato, dell'opera del Vignola, un architetto del tardo rinascimento.
L'abitato è diviso da un non rilevante dislivello del piano urbano in due rioni: Poggio e Borgo. Scendendo dal Borgo, che è la parte bassa del paese, si arriva alla "faggeta", una grande estensione di alberi di alto fusto. Ad ovest del paese oltre la via Braccianese, si arriva alla "Mola", una località in cui nel 1573 il Santacroce fece costruire un mulino ad acqua per permettere agli abitanti di macinarvi i cereali.
Della vecchia mola ormai non restano che i ruderi, ma nella zona vi sono anche una "cascatella" e due polle di acqua, una sulfurea e l'altra acetosa o ferruginosa. L'aumento di popolazione ha comportato un cambiamento dell'assetto urbanistico in quanto il solo centro storico non è stato in grado di assorbire una così repentina crescita di popolazione.
A partire dagli anni '80 sono sorte nuove zone residenziali situate nella periferia del paese in grado di ospitare oggi più di duemila persone contro le novecento che ospita il centro storico. |
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