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Detta anticamente Sutrium, forse ha origine nell’età del bronzo, mentre la sua fondazione è riferibile, secondo la leggenda, ad un antico popolo di navigatori orientali, i Pelasgi.
Altre leggende parlano della fondazione da parte di Saturno, che apparve a cavallo con tre spighe di grano in mano, come si vede nello stemma ufficiale del comune. Ebbe un forte sviluppo nel periodo della dominazione etrusca, come centro agricolo e commerciale. Poiché si trovava sul passaggio obbligato per l’Etruria, fu conquistata definitivamente nel 383 a.C. dai Romani, dopo la caduta di Veio.
Con la fine delle ostilità, la funzione di Sutri come caposaldo militare dovette notevolmente ridursi, a favore tuttavia di una lenta ma progressiva trasformazione in centro rurale. Il lungo periodo bellico aveva probabilmente messo in ginocchio le attività e le risorse economiche della città che nel 209 a.C., insieme ad altri undici centri del Lazio, rifiuta a Roma impegnata nella seconda guerra punica, il tributo annuo.
Non si tratta di una vera e propria rivolta ma di una palese manifestazione del malcontento generale per il peso della guerra. Ricolonizzata negli ultimi anni del I sec. a.C. forse in conseguenza della sua partecipazione alla guerra di Perugia (41-40 a.C.) a fianco dei seguaci dell'esercito di Antonio contro quello di Ottaviano, Sutri ricordata da Strabone tra le città più fiorenti della regione, dovette effettivamente godere di un discreto benessere, derivante in particolar modo dalla sua posizione lungo la Cassia divenuta una delle grandi arterie di traffici e scambi commerciali tra Roma e le regioni centro settentrionali.
L'impianto del complesso monumentale dell'Anfiteatro, l'estendersi della Necropoli urbana, la presenza consistente di nuclei abitativi a carattere agricolo e di un articolato sistema stradale nel territorio in collegamento con l'area urbana, sono certamente sintomatici di un considerevole incremento demografico ed economico. Tra il V e l’VIII secolo Sutri fu coinvolta nelle lotte tra Longobardi e Bizantini, fino a che, nel 728, il re dei Longobardi Liutprando offrì la città e le terre circostanti al papa Gregorio II.
Questa donazione viene considerata l’inizio del dominio temporale della Chiesa, ovvero il primo passo per la costruzione del Patrimonio di San Pietro. L'accresciuta importanza politica oltre che geografica di Sutri ne motiva probabilmente la scelta come sede del concilio del 1046, indetto dall'imperatore Enrico III, per volere del quale dopo la deposizione dei papi scismatici Benedetto IX, Gregorio VI e Silvestro III, fu eletto al soglio pontificio il vescovo di Bamberga, che assunse il nome di Clemente Il.
Un altro concilio ebbe luogo a Sutri nel 1059, riunito dal papa Nicola Il per deporre l'antipapa Benedetto X. Sul finire del secolo e nel corso del successivo la città è coinvolta nei movimenti di autonomia ed espansionismo delle potenti famiglie dell'aristocrazia romana, grandi proprietari terrieri nella regione, la cui ingerenza sempre più massiccia e spregiudicata nei confronti dell'autorità della Chiesa ne determinava un forte indebolimento sul piano politico.
Nel pluridecennale conflitto tra papato e signori feudali, che va sotto il nome di lotta per le investiture, Sutri è più volte teatro di scontri e controversie che ancora una volta ne attestano l'importanza come punto nodale in un ambito territoriale in continua osmosi, ma che al di là di ogni delimitazione giuridico-amministrativa ha come cardine portante il percorso della via Cassia e come ossatura vitale la fitta rete dei raccordi minori e dei numerosi nuclei abitativi, dislocati in rapporto funzionale con essa.
Nel 1111 Sutri è di nuovo sede di un importante e decisivo incontro tra un imperatore(Enrico V) e un pontefice(Pasquale II), durante il quale furono poste le basi di un accordo protocollare di comportamento, che ponesse fine alla lotta per le investiture, noto come Iuramentum Sutrinum. Al di là del significato politico del patto, in realtà subito disatteso e ricusato, il documento, datato in burgo sutrino, contiene la prima menzione specifica dell'organismo urbano che si era sviluppato ed esteso al margine della via Cassia, oltre i limiti dell'antico nucleo romano.
Tra il 1243 ed il 1244 la città è stata per breve tempo sede papale, quando Papa Innocenzo IV vi si stabilì per fuggire dall'imperatore Federico II, che egli aveva scomunicato. Nel 1435 la sede vescovile fu unificata con quella di Nepi, a riprova del declino demografico ed economico avvenuto all'epoca.
Nel 1556 è stata sede vescovile del futuro Papa Pio V, poi santificato, a cui sono dedicate molte opere nel Duomo cittadino. Occupata dalle truppe francesi alla fine del XVIII secolo ed accomunata a Ronciglione in alcune infauste vicende che segnarono la dominazione francese nei territori della Chiesa, rientrò con la Restaurazione nello Stato Pontificio seguendone le sorti fino alla proclamazione del Regno d'Italia. |
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