La storia
Cosa vedere
Cosa fare
Dove mangiare
Dove dormire
Eventi
 
 
 
 
  Trevignano fu il primo paese a sorgere dopo la distruzione di Sabazia, antica città i cui resti, secondo alcune leggende, sarebbero sul fondo del lago.
Come testimoniato da alcuni ritrovamenti di armi, arnesi e utensili, i primi insediamenti certi nell’area risalgono all’età del bronzo e presso Vicarello è ancora possibile vedere dei resti di un villaggio, probabilmente un complesso di palafitte.
La zona fu successivamente colonizzata dagli etruschi e grandi testimonianze sono conservate all’interno del museo civico della città. Con il declino degli etruschi, la città passò sotto il dominio dei Romani, e di questa lunga epoca sono ancora visibili molte colonne, tratti di strade e mura.
Con la caduta dell’Impero Romano, Trevignano cadde in un periodo buio durante il quale divenne oggetto di numerose invasioni barbariche, e soltanto attorno al XII secolo assunse le caratteristiche di un borgo feudale, un agglomerato urbano, dominato dalla fortezza (la Rocca) e cinto da solide mura, diventando così uno dei punti strategici di un piano generale di difesa di Roma attuato dal Pontefice Innocenzo III. Proprio la sua posizione strategica fece sì che Trevignano acquisisse una discreta importanza militare, tanto da portare la cittadina ad essere oggetto di numerose dispute, passando di casata in casata. Solamente con Latino Orsini nel 1390 Trevignano assunse una certa stabilità.
Tra alti e bassi, la dominazione degli Orsini continuò fino al 1496 quando Giovanni Borgia, con l’aiuto del padre, Papa Alessandro VI, tentò di impadronirsi di Trevignano ed Anguillara, danneggiando seriamente la Rocca e le mura, ma non riuscendo a conquistare tutta la città vista la grandissima resistenza che incontrò che lo costrinse a rinunciare ai suoi intenti. Durante il governo di Giordano Orsini, precisamente nel 1525, venne smantellata la “Rocca”; Trevignano perse la sua importanza militare, acquistando in cambio una certa autonomia amministrativa.
Risale a quegli anni la costruzione della Chiesa dell’Assunta, i cui affreschi sono attribuiti alla scuola di Raffaello e probabilmente al Perugino. Nel 1560, il Papa PIO IV inglobò il territorio del ducato di Bracciano.
Gli Orsini vi continuarono a governare, ma la cattiva amministrazione, dovuta soprattutto alla vita dispendiosa della famiglia ed ai conseguenti debiti, li costrinse a vendere i possedimenti trevignanesi al Barone del Grillo (1693). Durante la rivoluzione francese, la Famiglia del Grillo, si vide privata di tutti i possedimenti trevignanesi, che passarono, tramite una donazione della Duchessa di Chablais, alla famiglia Conti Cosimo. Conti cercò di ripristinare le antiche leggi feudali che gli assicuravano dei diritti sui pascoli.
Per risposta a questo suo atto, la popolazione, per tutelare i propri interessi, gli intentò una causa successivamente vinta. Nel 1854 Trevignano fu ceduto ad Alessandro di Torlonia, il quale, a causa delle difficili condizioni economiche in cui versava la campagna romana, cedette il paese al Signore toscano Gino Ginori Conti.
Nel 1880 Trevignano divenne proprietà del principe Del Drago, che continuò a sfruttare la gente del luogo, anche se, dopo l’unificazione d’Italia, era caduto ogni privilegio feudale.